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Aprire una O.O.O. (S.r.l. di diritto russo) in Crimea

Il modo migliore per poter condurre l'import e l'export in Crimea riteniamo sia quello di aprire una personalità giuridica riconosciuta nella panisola. La O.O.O. - Общество с Ограниченной Ответственностью, definizione che corrisponde perfettamente alla nostra S.r.l. - è sicuramente la soluzione più economica, facile e che fornisce le maggiori garanzie.
Possedere una personalità giuridica di questo tipo permette di esportare direttamente a sè stessi sul posto ed essere liberi di commercializzare e distribuire in tutta calma in un secondo momento.
Questa soluzione permette anche di superare le difficoltà attuali che si riscontrano nei trasferimenti bancari internazionali - comprando la merce in Italia la si può pagare direttamente e, trasferita in Crimea, si riscuote una volta venduta sul posto e non servono transazioni internazionale evitando tutte le difficoltà che ci sono al momento dovute alle sanzioni e che abbiamo visto nella pagina dedicata.
Anche dal punto di vista degli adempimenti formali non ci sono difficoltà invalicabili, elenchiamo le seguenti cose che è necessario sapere in proposito:
  • La società può essere intestata ad un solo o più soci anche stranieri
  • Bisogna presentare passaporto e copia dello stesso (tutte le pagine) con traduzione e autenticazione notarile
  • E’ necessario aprire un conto corrente intestato alla società e depositarvi il capitale sociale minimo (circa 200 euro)
  • Bisogna farsi compilare da un legale lo Statuto societario e farlo autenticare dal notaio
  • La società va formalmente registrata (ci pensano commercialisti e notai)
  • Per alcuni prodotti (esempio importazione di vino) sono necessarie licenze speciali, nella maggior parte dei casi invece no
  • Se è vero che l’azienda può essere intestata a soli stranieri è però anche vero che è obbligatorio avere un Direttore Esecutivo cittadino russo per farla funzionare. Il Direttore in teoria potrebbe essere anche uno degli stranieri a capo della società ma, in questo caso, deve possedere una licenza operativa che non è semplicissimo da ottenere anche perchè queste licenze vengono rilasciate una sola volta all’anno e bisogna fare domanda in tempo (oramai la prossima primavera). Il Direttore russo va quindi messo in conto anche se può essere chiunque purchè di fiducia.
  • Un magazzino di appoggio per stoccaggio merci servito e custodito di circa 35 mq puà venire a costare intorno ai 200 euro al mese in zona non troppo periferica
  • Una volta aperta, l’azienda dovrebbe presentare regolarmente la propria contabilità anche se ancora non fattura. Va quindi messo in conto che uno studio commercialista serio può chiedere fino a un centinaio di euro al mese per un’azienda a fatturato ancora zero. Per un’azienda invece a pieno regime che fatturi seri volumi il costo mensile può arrivare fino ai 400 euro.

Riassumento quindi aprire una S.r.l. in Crimea comporterebbe un investimento inziale in sè di circa mille euro (deposito, statuto, registrazione, passaggi notarili) ed un costo fisso minimo mensile di mantenimento che possiamo ipotizzare intorno ai 300/400 euro mensili escluso il compenso per chi la manda avanti. Vanno poi considerati, per chi viene dall’Italia i costi degli affitti, delle trasferte dei voli etc. Niente comunque di esorbitante sopratutto se confrontato con i costi e, sopratutto le tasse, per una S.r.l. in Italia. La questione più importante in realtà, ed è quella che ci spinge a ricercare la conpartecipazione di altri imprenditori, è quella dei trasporti.
La comunità internazionale sta facendo di tutto per continuare a tenere isolata la Crimea per via del non riconoscimento politico ed i trasporti via terra si sono fatti molto più problematici rispetto a prima. L’alternativa aerea è molto cara per cui bisognerebbe puntare il più possibile sul trasporto marittimo. Per fare un esempio l’incidenza del trasporto sul costo di una bottiglia di olio di oliva spedito via aereo è di circa 3 euro, la stessa bottiglia spedita via mare in un containers pieno sende intorno agli 0,2 euro ! E’ chiaro quindi che bisognerebbe puntare o ai prodotti elitari per il target alto-altissimo e trasportare via terra oppure andare via mare e puntare per forza sulle grandi quantità. In realtà sia la prima che la seconda ipotesi richiedono investimenti ben più consistenti di quelli fin’ora descritti per la sola costituzione della società. Puntare sulle qualità ed il target alto significa aprire boutique di classe in pieno centro mentre puntare sulle quantità significa avere la forza imprenditoriale per riempire containers interi. Per questi motivi siamo alla ricerca di imprenditori che abbiano obiettivi da condividere e che vogliano investire seriamente in questa penisola insieme a noi. L’ideale sarebbe costituire un piccolo gruppo di imprenditori ognuno interessato e specializzato per settore così da poter organizzare insieme i groupages per le spedizioni e riempire interi containers senza difficoltà.

Tutti coloro che vogliano quindi prendere in seria considerazione obiettivi imprenditoriali in Crimea, e che abbiano però anche seriamente intenzione di investirci con proprio capitale o proprio lavoro, possono contattarmi via mail – info@incrimea.it

AGGIORNAMENTI (gennaio 2016)

Vivendo la regione in questo momento una fase di transizione sarà bene evidenziare le differenze e le novità rispetto al periodo precedente mano a mano che queste volta per volta si manifestano e sarà possibile annotarle.

Situazione di stallo ma con ottimismo

La regione risulta di fatto un'isola vista l'ostilità dell'Ucraina e l'impossibilità di fatto di qualsiasi rifornimento diretto dal continente. Recenti atti vandalici nella regione ucraina di Cherson, per nulla contrastati dalle autorità locali, hanno interrotte anche le forniture elettriche. Il primo ponte di servizio sullo stretto di Kerc' sta tamponando l'emergenza ma è prevedibile che disagi e temporanei programmati black out si protrarranno ancora per parecchi mesi. La debolezza del rublo e le difficoltà nate anche con la Turchia non facilitano nè la situazione economica nè i collegamenti e gli scambi. Finchè il ponte su Kerc' non sarà terminato è prevedibile che il vero sviluppo della regione sarà ritardato. La popolazione tuttavia non appare affatto demotivata o pentita della scelta fatta, piuttosto è cresciuta l'antipatia nei confronti dell'Ucraina che insiste a non voler capire e tollerare le scelte fatte nella penisola.

AGGIORNAMENTI (luglio 2015)

INVESTIMENTI e BUROCRAZIA

Nonostante la crisi economica indotta dalle cattive relazioni con l'Occidente ed il basso prezzo del greggio, il Governo russo ha stanziato importanti fondi per lo sviluppo della regione ed alcuni miglioramenti sono già evidenti a livello di infrastrutture e servizi anche se ancora parecchio al di sotto rispetto alle attese provocate dagli annunci ufficiali. La situazione non è certo facilitata dall'isolamento logistico dovuto alla chiusura dei collegamenti via terra e le pessime relazioni con l'Ucraina e la comunità internazionale che insiste a non voler riconoscere 'a priori' alcuna Crimea russa indipendentemente da qualsiasi verifica sul posto della volontà popolare.
Investitori russi ma anche stranieri stanno tuttavia iniziando a muoversi sul posto ingolositi dalle prospettive ed intenzioni di sviluppo. In molti sognano i salti in avanti visti per esmpio a Sochi in occasione delle Olimpiadi.
Esiste però, va segnalato, oltre al problema logistico e dell'isolamento internazionale, un problema legato alla ancora farragginosa burocrazia russa, ancora troppo protezionista e poco incline ad agevolare gli investimenti stranieri veri e propri. Molti imprenditori italiani sono già arrivati in visita, si sono innamorati del posto ed affascinati dalle possibilità di sviluppo ma in pochi sono già riusciti a creare vere e proprie attività economiche stabili. Il problema è legato, riteniamo, sopratutto alla difficoltà di ottenere i visti per lavoro ed i permessi di soggiorno per i cittadini non provenienti da paesi C.S.I. La crisi internazionale ha evidentemente accentuato la reciproca diffidenza e reso più ardui gli ottenimenti dei permessi. Per tutti i problemi legati alla burocrazia, la costituzione di società, la ricerca di partners locali affidabili, permessi, licenze e visti a lungo termine, sono indispensabili contatti stabili e fidati sul posto capaci di intermediare e fornire i servizi e l'assistenza necessarie.

AGGIORNAMENTI (ottobre 2014)

SITUAZIONE POLITICA

Mettiamo in chiaro subito una cosa: qui non esiste NESSUNA OCCUPAZIONE POLITICO MILITARE.
Questa è una regione storicamente, culturalmente, etnicamente, sempre stata a maggioranza russa lungo la costa sud e a maggioranza tatara nell'entroterra. Al limite si può discutere delle relazioni tra russi e tatari, della deportazione da questi subita durante il regime stalinista, ma non si può sostenere che questa regione sia stata 'rubata' dai russi agli ucraini perchè non ve ne sono proprio le rimostranze storiche. Come già brevemente accennato nella pagina dedicata alla STORIA, la Crimea, già parte integrante dell'Impero Russo, venne costituita in RSFSR ( Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa) nel 1920 e, solo nel 1954, per volontà di Nikita Chruscev che volle così  commemorare il 300º anniversario del trattato di Perejaslav (Chruscev era ucrainao tra l'altro), la sovranità sull'oblast′ di Crimea fu trasferita alla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. Il consenso a questo trasferimento venne formalizzato da entrambe le repubbliche mediante una delibera dei loro rispettivi Praesidium dei Soviet Supremi  ma non venne mai fatto un referendum popolare per chiedere ai crimeani cosa ne pensassero (come per altro avrebbe richiesto la procedura indicata nella costituzione della stessa RSFSR). Dal 1992, dopo la dissoluzione dell'URSS, la Crimea ha sempre costituito il maggior punto di attrito fra Russia e Ucraina. Finchè tuttavia la 'Repubblica Autonoma' della Crimea ucraina aveva la garanzia di vedere rispettate le proprie prerogative di autonomia e poteva fare affidamento su di un governo centrale che essa stessa poteva contribuire ad eleggere, il problema amministrativo 'formale' poteva essere non così grave. Ovviamente nel momento in cui Kiev non ha dato più neppure la garanzia di un Governo legalmente eletto e del rispetto delle prerogative di autonomia della regione, la reazione non poteva che essere quella che la cronaca (oramai già storia) ha dimostrato. Tutta la 'manfrina' occidentale sul NON DIRITTO ALL'AUTODETERMINAZIONE della Crimea (fino all'altro giorno valeva invece il principio contrario) non ha quindi fondamento nè storico, nè morale alcuno se non quello di voler contrastare dal punto di vista geopolitico la Russia. 
  • Relazioni Etniche dopo il passaggio alla Russia
consapevole dei timori delle minoranze ucraina e sopratutto tatara, il Governo di Mosca ha subito voluto tranquillizzare tutti affermando il principio della triplice lingua ufficiale (russo, ucraino, tataro crimeano). Quindi sono garantite le trasmissioni televisive e radiofoniche nelle tre lingue, lo studio nelle scuole, la libertà di esporre le insegne pubbliche nella lingua preferita. Per rassicurare maggiormente la minoranza tatara il giorno della loro festa tradizionale più importante è stato riconosciuto giorno di festività ufficiale per l'intera penisola. Naturalmente solo il tempo potrà dimostare quanto effettiva sarà veramente l'integrazione ma, conoscendo la multietnicità della città di Mosca e delle altre principali città russe, abbiamo motivo di ben sperarare.

SITUAZIONE ECONOMICA

Qui anche è necessari essere chiari: Europa e USA hanno tutto l'interessa a fare in modo che questa regione NON si sviluppi. Qualsiasi successo in campo economico dovesse riuscire ad ottenere la Crimea russa sarebbe un durissimo colpo per tutta l'ossatura geopolitica Occidentale così per come è stata impostata. Il successo di una Crimea passata ad Est, confrontato con l'insuccesso che sta avendo invece l'Ucraina passata ad Ovest, comporterebbe conseguenze di immagine devastanti per le nostre già fragili e poco convinte democrazie. Europa e USA faranno quindi tutto il possibile per ostacolare qualsiasi interscambio commerciale, politico e culturale con questa penisola e tenteranno di isolarla.
Chi viene ad investire o lavorare qui deve essere consapevole di questo. La Farnesina sconsiglia viaggi in questa regione, l'Ambasciata Italiana di riferimento di fatto non esiste (quella di Kiev qui non conta più nulla mentre quella di Mosca non si ritiene competente), alcun aiuto dalle nostre autorità sarà garantito finchè persisterà (a lungo) questa situazione di non riconoscimento. Sanzioni e controsanzioni perdipiù non faciliteranno certo gli interscambi commerciali. 
D'altra parte, tuttavia, se l'Occidente tenderà ad isolare la penisola, C.S.I. e sopratutto Russia avranno tutto l'interesse a dimostrare invece che il cambio di potere sarà stato un buon investimento per gli stessi, ma ovviamente specularmente opposti motivi. E' quindi presumibile che nel breve periodo prevarranno le difficoltà mentre nel lungo prevarranno le spinte allo sviluppo anche perchè la Russia qui può agire ed investire direttamente mentre le forze antagonista massimo che possono fare è tentare di persistere nell'isolare senza per altro poter agire direttamente.
Andiamo quindi ad elencare le novità che fin'ora abbiamo notato risiedendo sul posto:
 
  • DOCUMENTI
Per chi viene dall'Italia ora è necessario il VISTO di ingresso nella Federazione Russa. Tecnicamente non è un problema ottenerlo (mail to: info@incrimea.it se non sapete come si fa). Problema è che ovviamente ha un costo e chi vuole un visto di lavoro ad entrata multipla per più mesi finisce per dover pagare una discreta cifra in più rispetto a prima.
 
  • VALUTA
La Grivna è stata abbastanza rapidamente sostituita con il Rublo anche se nei primi tempi è stato un caos di code interminabili alle banche e per molte aziende uno choc ben comprensibile. Parecchie banche succursali ucraine, per altro, se ne sono andate lasciando debiti. Molti conti sono andati perduti. Ancora qualche anziano ha problemi con la riscossione delle pensioni ma considerando che le pensioni russe sono più consistenti di quelle ucraine non abbiamo fin'ora rilevato segni rilevanti di protesta.
Il Rublo, a dire il vero, si è piuttosto svalutato negli ultimi mesi, consideranto tuttavia tutto quello che è successo ci pare di poter dire che la Russia stia reggendo ancora bene il colpo.
 
  • BANCHE
Ci sono al momento ancora serie difficoltà per gli stranieri e le aziende che risiedono in questo territorio e che vogliano ricevere trasferimenti di liquidità dai conti occidentali in Euro. Le nostre banche non riconoscono la Crimea come Russia e la Russia non riconosce la Crimea come Ucraina per cui i due sistemi bancari non si capiscono e direttamente non si riescono ad eseguire transazioni. L'unica procedura al momento corretta e sperimentata è fare doppi trasferimenti passando prima per una delle ancora poche banche di appoggio di Mosca.
Aprire un conto corrente sul posto per altro di per sè non è un problema - basta presentare il passaporto in originale, una copia dello stesso tradotta e certificata da un notaio locale (si fa in un giorno e costa una decina di Euro), una copia del visto per la Russia, la carte di immigrazione che rilasciano all'aeroporto di ingresso in Russia. L'apertura del conto generalmente non ha costi e le spese bancarie sono minime. Anche qui funziona per altro il sistema in-banking per controllare on-line il conto ed eseguire i pagamenti delle bollette e le ricariche telefoniche.
Le nostre carte di credito ancora non funzionano per il prelievo contante ai bankomat (per lo meno non la mia), per i pagamenti online invece la PayPal funziona.
 
  • TELECOMUNICAZIONI
Le compagnie telefoniche ucraine hanno lasciato il campo a quelle russe le quali ora fanno riferimento alla regione di Novorossisk intanto che qui ricostituiscono un sistema autonomo per la Crimea. I costi sono assolutamente contenuti e (almeno in città) il campo eccellente. Il problema per uno straniero è che ancora non sarebbe tecnicamente possibile registrare per sè la SIM card. Per ora è quindi ancora necessario avere almeno un amico in Crimea che possa 'regalarti' un abbonamento.
Per quanto riguarda internet, almeno nelle città principali, esiste ovunque l'ADSL, i collegamenti sono stabili, la velocità adeguata ed il costo medio è sui 6 Euro al mese.
Per la TV esiste il sistema tradizionale, con canali prevalentemente russi e alcuni ucraini e tatari, nonchè possibilità di servizio via cavo e satellite con canali internazionali. I costi sono abbordabili anche se i fornitori ucraini hanno lasciato il posto a quelli russi creando un pò di confusione nei contratti di fornitura.
 
  • TRASPORTI
I collegamenti aerei avvengono praticamente tutti tramite Mosca o San Pietroburgo su Simferopoli. Fintanto che la regione non sarà riconosciuta sarà difficile arrivarci se non con un volo interno alla Federazione. Per quanto riguarda i trasporti via terra e, sopratutto commerciali, il confine con l'Ucraina è tecnicamente valicabile ma ci sono ancora troppe incognite e troppi rischi, consigliamo di non farci troppo affidamento. I porti marittimi commerciali sono ben collegati con la Turchia (tratta Zunguldak-Sebastopoli) e la Russia (il porto di Novorossisk ha diverse tratte sulla Crimea). Non esistono tuttavia al momento collegamenti marittimi diretti con l'Italia. Eventuali containers dovrebbero quindi passare o attraverso Zugundal oppure Novorossisk (su quest'ultima per fortuna esiste una tratta diretta da Ravenna). Sono per altro già iniziati i lavori per il ponte sullo strette di Kerc' che collegherà la penisola con la Russia e risolverà parecchi problemi sia in entrata, che uscita, che distribuzione della merce e delle persone in generale. Si stima tuttavia ci vorranno almeno tre anni per la realizzazione dell'opera. 
 
  • ALIMENTAZIONE
Nonostante sanzioni occidentali e controsanzioni russe ai mercati si trova di tutto e nei supermercati gli scaffali non sono affatto vuoti. Solo per alcuni prodotti ai quali noi italiani teniamo particolarmente ci sono problemi seri come ad esempio per il Parmigiano (non si può importare per via delle sanzioni russe) e olio di oliva, passata di pomodoro e vino italiano che non si trovano invece perchè noi stessi non lo esportiamo direttamente nella regione (e sarebbe anzi ora di iniziare).
Per quanto riguarda la pasta non si trovano i prodotti delle aziende italiane ma esiste una marca di pasta prodotta in Russia con la tecnologia esportata da una nostra azienda di Cuneo che produce spaghetti e pasta corta di qualità eccellente.
 
  • COSTO DELLA VITA
I prezzi dei prodotti alimentari sono un pò aumentati rispetto a quando c'era la ghrivna in termini di valore assoluto, essendoci tuttavia una certa svalutazione del rublo (la grivna per altro si sarebbe svalutata ancora di più) per chi arriva qui con l'Euro la differenza non si sente e la convenienza è evidente. Giusto per dare un'idea - un'anatra pulita intera costa sui 9 Euro, la pregiatissima Kambula (Rombo chiodato del Mar Nero) costa intera tra gli 11 e i 12 Euro. Coniglio e agnello anche sono piuttosto convenienti, maiale e vitello meno. Chi sa fare a meno dei prodotti di importazione già menzionati in pratica qui consuma la metà rispetto all'Italia.
Gli affitti in alcune zone invece, Sebastopoli sopratutto, sono parecchio aumentati, in certi casi anche addirittura duplicati. Prima si trovavano monolocali in affitto a 200 Euro comodamente, adesso la base è di almeno il doppio in zona centrale a Sebastopoli.
 
  • SITUAZIONE POLITICA
La situazione è tranquilla, non si registrano situazioni rilevanti di tensione nè etnica nè politica. La sensazione diffusa è che l'essere tornati sotto l'influenza russa abbia risparmiato drammi addirittura peggiori di quelli passati dal Donbass.

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